venerdì, 20 novembre 2009
Il cuore non ha mai rughe, non ha che cicatrici.

Il fatto che Valentina Fortichiari oltre che saggista sia stata a suo tempo nuotatrice agonista ha il suo peso in questo romanzo. Perché all’interno dell’invenzione lo sport preferito ha un ruolo preciso, se non determinante, perfettamente incastrato nei misteriosi ingranaggi di una storia ispirata dalla famosa scrittrice francese Colette, tornata di recente agli onori della cronaca per il film tratto dal suo Chéri.

È un viaggio a ritroso nel tempo fino all’estate del 1920 sulle spiagge della Bretagna e di fronte al mare di Saint-Malo, l’estate in cui Colette diventa amante di Bertrand, figlio adolescente del suo secondo marito. Una stagione breve e tormentata, nella casa di Rozven (la rosa dei venti) tra odori di salsedine, caffè macinato e verbena. Un momento della sua biografia che coincide con le imponenti maree di quelle latitudini («mare che va e viene, avanti e indietro, instancabile») e che dà corpo alla trama di Chéri, libro dapprima scritto e quindi vissuto. Con la storia che si svolge quando «il torbido ambiente di Chéri e delle Claudine» che a Bertrand «dava ai nervi» è in bozze, restituendo in tempo reale gli effetti della finzione.
ex libris BibliotecadeBabel | ore 10:43 | sfuggito allo scaffale: squi libridamare, squilibrary
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giovedì, 05 novembre 2009
I libri hanno gli stessi nemici dell'uomo: il fuoco, l'umido, le bestie, il tempo e il loro stesso contenuto.

Se i libri potessero parlare – e Richard de Bury lo immagina senza troppe difficoltà – aggiungerebbero ai loro nemici la donna, il peggiore di tutti. Vecchia tradizione, d'altronde,  quella della bestia bipede [...] che ci fa a pezzi e ci deride con discorsi volgari dimostrando così che in casa siamo solo delle suppellettili superflue, ripresa in modo accattivante poco più di un secolo fa da Octave Uzanne, bibliografo e poligrafo amico di Proust, che attraverso una scrittura divertita e ironica nei confronti di bibliomani e bibliofolli costruisce tre racconti per un unico tema: la morte dei libri.
ex libris BibliotecadeBabel | ore 00:55 | sfuggito allo scaffale: liber in fabula
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domenica, 01 novembre 2009

Spartite le acque del mio dolore, oggi come ieri senza misura, senza ascolto, io venni pecora nera carica di desideri in un deserto senza erba a morire.
Furono anni quelli in cui il senso mi attanagliava la carne e la giovinezza era piena di rose entro cui sarei morta baciandomi l'ultimo sospiro. Amavo me stessa come l'unica corda, come un grande violino che non ha un dio, e mi fecero seppellire mani e piedi perché non lavorassi più la mia terra.
Tornai indietro mille, duemila volte a trovare le tracce perdute della mia casa, dei quattro alberi che avevo piantato in onore dei figli. Nessuno credeva che avessi un grande giardino.


Tu non sai: ci sono betulle che di notte levano le loro radici, e tu non crederesti mai che di notte gli alberi camminano o diventano sogni. Pensa che in un albero c'è un violino d'amore. Pensa che un albero canta e ride. Pensa che un albero sta in un crepaccio e poi diventa vita. Te l'ho già detto: i poeti non si redimono, vanno lasciati volare tra gli alberi come usignoli pronti a morire.


Ogni poeta è un sacerdote e sopporta pene indicibili per regalare la propria parola agli altri. «È un improbo recupero di forze per avvertire un po' di eternità». La gente cerca di amalgamarlo col volgo, di confonderlo con il pantano, di farlo morire di asfissia tra polvere e reati, e il poeta muore veramente, vinto dalla stanchezza e dalla preghiera che non riesce più a risorgere.
Mai più?

ex libris BibliotecadeBabel | ore 23:50 | sfuggito allo scaffale: parole per dirlo, cronache squilibrate
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martedì, 20 ottobre 2009
Il massimo del tempo della mia vita l'ho dedicato ai libri degli altri, non ai miei. E ne sono contento.
(Italo Calvino)

Gli aspiranti scrittori che almeno una volta nella loro vita si fossero visti respingere al mittente il libro della loro vita ed ora inveiscono contro gli editori, massa di abietti e incompetenti nemici della cultura, si consolino pensando a Friedrich Hölderlin, letteralmente sbeffeggiato e portato al delirio da due tipi del calibro di Goethe e di Schiller, o a Herman Melville, collezionista insuperato di rejection slips. Racconta Arthur Conan Doyle come il manoscritto del suo primo libro intorno a Sherlock Holmes tornasse regolarmente indietro «con la precisione di un piccione viaggiatore», naturalmente senza essere stato neppure letto. Ancora, T.S. Eliot, respinto dall’editore inglese Lane con la motivazione preconfezionata per eccellenza («non appartiene al genere che teniamo ad aggiungere al nostro catalogo»), ma certo migliore dell’affilato giudizio di Virginia Woolf su James Joyce. A parte Orwell, la cui Fattoria degli animali subì una vera e propria censura politica. Samuel Beckett, invece, collezionò diversi rifiuti prima di incontrare un editore speciale come Jérôme Lindon e di intraprendere la via del successo con le Éditions de Minuit.
ex libris BibliotecadeBabel | ore 17:47 | sfuggito allo scaffale: liber in fabula
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giovedì, 10 settembre 2009
waxler«Si deve a un professore di letteratura inglese se in Massachusetts un uomo può rubare un'automobile ed essere condannato a leggere dei bellissimi libri. Nel senso che può scegliere se scontare la pena in galera o partecipare a un seminario di letteratura di dodici settimane all'Università di Dartmouth. Per osservare debolezze, fallimenti e crimini da una più ampia prospettiva. Un'utopia, come sostengono gli scettici? Può darsi, ma con un lato concreto: costa meno della detenzione – 500 dollari a condannato, contro i 30mila di un anno in carcere – e garantisce un indice di criminalità più basso.

Da quando Robert Waxler, l'ideatore del programma Changing Lives Through Literature, si è messo in testa di usare i libri per redimere i criminali del Massachusetts, la percentuale di recidività è infatti scesa dal 42 al 18 per cento. Non male per un professore di letteratura che aveva l'ambizione di portare i romanzi di Steinbeck e Faulkner fuori dai confini del campus. Il letterato cinquantenne nel 1991 aveva scommesso la propria reputazione sull'efficacia del programma. A fronte dei risultati ha convinto altri otto Stati americani, Gran Bretagna e Canada ad adottarlo.
ex libris BibliotecadeBabel | ore 10:31 | sfuggito allo scaffale: liber in fabula, cronache squilibrate
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mercoledì, 02 settembre 2009

18_8_09

Ora solo il linguaggio può ridire quei gesti
scriverne piano ripetendo l'ardore con cautela
fissando perché restino ancora in questa stanza
le grandi ombre di allora.

Schianta ancora il tuo petto contro il mio
perché questa è l'unica orma dell'amore
l'autunno che replicava le stelle
quasi da un mondo uguale
la finestra, la cornice di abete
l'addolorato trattenersi delle schiene
.

(Antonella Anedda, Settembre, notte)

Ginostra16_8_09

ex libris BibliotecadeBabel | ore 12:08 | sfuggito allo scaffale: interposita, in-versi
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sabato, 15 agosto 2009
"Da piccoli abbiamo tutti vissuto su un'isola. Ogni caccia al tesoro presuppone un'isola con campi, muretti a secco e viottoli su cui saltellare. Tutte le volte che qualcuno si acceca mentre gli altri amici corrono a nascondersi, dietro a tronchi o aratri o in fessure tra due muri, si sperimenta la vita delle isole. Ogni bruciatura e bernoccolo avviene sempre su un'isola, tutte le volte che si guarda il cielo in attesa che arrivi qualcosa a portare novità, si tengono i piedi su un'isola.

Henry James lesse L'isola del tesoro di Stevenson e nel saggio L'arte del romanzo commentò: «Pur essendo stato anch'io bambino, non sono mai andato alla ricerca di tesori seppelliti». Stevenson gli rispose dalle pagine del saggio Un'umile rimostranza: «Se James non ha mai cercato tesori nascosti, si può dimostrare che non è mai stato bambino»".
ex libris BibliotecadeBabel | ore 00:53 | sfuggito allo scaffale: parole per dirlo, viaggi squilibrati, squi libridamare
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venerdì, 14 agosto 2009
I giorni sono propizi perché in una ideale "biblioteca degli oziosi" trovino posto Seneca, Epitteto, Bertrand Russell, Itsuo Tsuda; perché la pigrizia sia elogiata con un pizzico di ironia da Paul Lafargue, l'ozio creativo riabilitato dalle parole di Mimmo De Masi e lo status di lusso sancito a tutti gli effetti da Armando Torno.

E a margine, tra l'incertezza di dividersi fra riflettere e agire e la tentazione di riappropriarsi dei tempi più consoni al pensiero, al corpo e allo spirito, rileggere Stevenson, che per l'argomento rivendica il «pari diritto ad affermare le sue prerogative di quanto ne abbia l'operosità stessa» insinuando il sospetto che persino la lettura (attività che nelle pause si riscatta spesso da tempi più frenetici e disattenti) possa trasformare l'ozio da benefico in affaticato, «perché, come ci ricorda il vecchio proverbio, se un uomo legge molto, gli resterà poco tempo per pensare».
ex libris BibliotecadeBabel | ore 01:42 | sfuggito allo scaffale: squilibrary
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giovedì, 13 agosto 2009
Sud
Sul muro dirimpetto c'è una carta geografica del mondo. È capovolta, con l'Antartide in alto. Si accorge che la fisso.
«Sei del nord», dice, «quelli del nord restano scemi a guardare il loro bel pianeta sottosopra. Per noi invece il mondo sta così, col sud in alto».
Me ne sto a occhi persi sulla carta.
«Teste di nord, teste cieche siete. Si capisce la terra solo se la rigiri così. Guarda i continenti: spingono verso nord, vanno a finire tutti dall'altra parte. Perché si sono staccati dall'Antartide e stanno viaggiando verso il basso del pianeta, precipitano laggiù. Si lasciano dietro gli oceani. E anche le correnti marine partono da qui, da sud, perché qui è il principio, l'alto della terra. Ed è terra, l'Antartide con montagne e vulcani, non acqua raffreddata come il vostro ghiacciolo. Il nord disegna carte false col suo bel polo in cima, mentre per noi è solo acqua sbattuta, oceani di ponente e di levante».

La carta capovolta ora mi sembra giusta, m'insegna a stare sull'antipodo. La fuga creduta verso il fondo, si rovescia in alto. Sto in cima a uno scoglio e aspetto il tuffo.

(Erri De Luca, Tre cavalli, Feltrinelli, Milano 2000)
ex libris BibliotecadeBabel | ore 14:57 | sfuggito allo scaffale: parole per dirlo
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lunedì, 10 agosto 2009
stevens-vialattea– Signore, siete un gran esibizionista. Io mi ero chiesto tante volte: ma perché ha fatto tutte quelle stelle? Se è vero che ha creato l'universo per gli uomini, manco in milioni di anni gli uomini potranno raggiungerle. E allora? E allora le avete fatte per voi, per dirvi «quanto sono bravo»; non nascondetevi dietro un dito!

– Ma tu vuoi mettere quando gli uomini guardano il cielo in una notte d'estate? Son lì a bocca aperta: esiste forse uno spettacolo più grande?

(Roberto Vecchioni, Scacco a Dio, Einaudi, Torino 2009)
ex libris BibliotecadeBabel | ore 18:25 | sfuggito allo scaffale: parole per dirlo
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sabato, 08 agosto 2009

Galileo
Immagini dell'universo dall'antichità al telescopio

Firenze, Palazzo Strozzi

fino al 30 agosto 2009

Nell'anno dedicato all'astronomia e a Galileo Galilei c'è tempo ancora fino alla fine del mese per non lasciarsi sfuggire l'omaggio di Firenze all'uomo che, con le sue scoperte, rivoluzionò il modo di pensare e interpretare il creato, sconvolgendo la concezione astronomica corrente e sovvertendo la filosofia aristotelica.

Di Augusto l'eletto, si diceva che avesse il corpo chiazzato di macchie congenite sparse sul petto e sul ventre: sette macchie disposte, si diceva, nell'identico modo "delle sette stelle dell'Orsa".

ex libris BibliotecadeBabel | ore 12:09 | sfuggito allo scaffale: cronache squilibrate
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mercoledì, 05 agosto 2009
«Noi partiamo da zero, e le parole no; che è la cosa importante, la più importante, sempre. Giacché, sebbene si cresca nella lingua, quando si iniziano a usare le parole per creare una narrazione la cosa è ovviamente tanto diversa dall'usare anche le stesse parole per dire "Pronto" al telefono, quanto lo è mettere la pittura sulla tela. Tentare questo salto nel buio è il motivo preciso per cui gli autori di narrativa scrivono. E di certo hanno scoperto quell'audacia, e concepito quel desiderio, dalla lettura [...].

In effetti, imparare a scrivere potrebbe essere parte dell'imparare a leggere. Per quanto ne so io, la scrittura scaturisce da un'altissima devozione alla lettura. [...] Lettura e scrittura sono esperienze – di tutta una vita – nel corso delle quali noi, che incontriamo parole usate in certi modi, ci lasciamo convincere da loro a penetrare la presenza, il potere della fantasia. Il quale, scopriamo, è soprattutto il potere di rivelare, senza limite alcuno.
ex libris BibliotecadeBabel | ore 00:01 | sfuggito allo scaffale: parole per dirlo
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domenica, 02 agosto 2009
Era un grande quadrato di venti piedi per venti, collocato al centro della stanza. La sua superficie era fatta di piccoli cubi di legno, di dimensioni variabili, ma grossi in media come un ditale, e legati per mezzo di un filo di ferro. Su ciascuna faccia di questi cubi era attaccato un pezzo di carta con su scritta una parola in laputiano. C'erano tutte le parole della lingua, nei loro differenti tempi, modi o casi, ma senza alcun ordine. Il professore mi pregò di fare attenzione, perché stava per far funzionare la macchina. A un ordine, ciascun allievo prese una delle quaranta manovelle di ferro disposte ai lati del telaio e le fece fare un giro brusco, in modo che la disposizione delle parole si trovò completamente cambiata; poi trentasei di loro furono incaricati di leggere a bassa voce le differenti righe che apparivano sul quadro, e quando trovavano tre o quattro parole che, messe l'una di seguito all'altra, costituivano un elemento di frase, le dettavano ai quattro altri giovani che servivano come segretari. Questa operazione fu ripetuta tre o quattro volte, e l'apparecchio era concepito in modo che, a ogni giro di manovella, le parole formassero combinazioni diverse, col girare dei cubi su se stessi [...]

Nel corso del suo terzo viaggio Gulliver si imbatte nell'isola volante di Laputa e nella città di Lagado, sede di una Grande Accademia stravagante almeno quanto gli scienziati che vi operano. È lì che trova la macchina per fare libri, un mostruoso congegno che può produrre fior di volumi grazie all'associazione di parole casualmente combinate dal moto di cubetti fatti girare con delle manovelle.
ex libris BibliotecadeBabel | ore 18:00 | sfuggito allo scaffale: liber in fabula, squilibrary
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giovedì, 23 luglio 2009

5libriIncatenata da Guido, dovrei riuscire a indicare due libri che mi piacerebbe leggere, nonché avere la faccia tosta di consigliarne altri tre.

Ammetto che la mia lista dei desideri è sempre desolatamente vuota; semplicemente perché i percorsi che portano ai libri sono misteriosi, imprevedibili e inattesi; il desiderio insorge all'improvviso e viene soddisfatto praticamente "in tempo reale", prima ancora che io possa cadere nella tentazione di archiviarlo...

Quanto ai consigli per gli acquisti, mi è già capitato di esprimermi in proposito: impossibile. I lettori sono mondi a sé, sospettosi e diffidenti, navigatori solitari e strenui difensori del privilegio della scoperta. Esistono tanti libri quanti sono i lettori, persino tra i simpatizzanti degli stessi autori. Che fare?

Provo ad onorare la sfida e la catena, ma declino ogni responsabilità sventolando il decimo diritto di Pennac*.

ex libris BibliotecadeBabel | ore 23:55 | sfuggito allo scaffale: liber in fabula, ad libritum
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lunedì, 20 luglio 2009

moon_symphonyLe lacrime e i sospiri degli amanti,
l'inutil tempo che si perde a giuoco,
e l'ozio lungo d'uomini ignoranti,
vani disegni che non han mai loco,
i vani desideri sono tanti,
che la più parte ingombran di quel loco:
ciò che in somma qua giù perdesti mai,
là su salendo ritrovar potrai
.

ex libris BibliotecadeBabel | ore 00:40 | sfuggito allo scaffale: parole per dirlo, cronache squilibrate, in-versi
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